3. I LIVELLI DEI LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE
Nel capitolo precedente si è parlato, in forma tuttavia molto generica, dei paradigmi di programmazione. Si è detto cosa erano, a che servivano e come classificano il linguaggio di programmazione. Scegliere un paradigma piuttosto che un altro non dipende dal programmatore e dal paradigma che ci sta più simpatico. Bensì il paradigma è scelto in base al programma che dobbiamo portare a termine. Se sarà un programma semplice ci basterà anche solo il paradigma imperativo, se lo vogliamo fare con un taglio più reale ci serviremo del paradigma ad oggetti. Insomma, se credete che la cosa più difficile per la creazione di un software sia la scrittura vi sbagliate di grosso. Il lavoro di progettazione è quello che determinerà il successo o meno di un software.
Ancora per un capitolo, questo, parleremo dei linguaggi di programmazione. Concluso questo capitolo i linguaggi di programmazione non saranno più il centro dei nostri studi, ma solamente un punto di riferimento. Nel corso del terzo capitolo parleremo della suddivisione dei linguaggi di programmazione non per paradigma, ma per lontananza dalla macchina.
3: I Livelli dei linguaggi di programmazione
I linguaggi di programmazione possono essere suddivisi in categorie che vengono chiamati livelli. Esistono vari modi di classificare un linguaggio di programmazione. Il primo è, come detto nel precedente capitolo, per paradigma, l’altro è per distanza dalla macchina. Preferendo la seconda scelta si ha una visione generale di tutti i tipi di linguaggi, poichè generalmente quelli meno user-friendly sono quelli che stanno ai livelli più bassi, mentre quelli che hanno un interfacciamento verso l’utente più gradevole e curato sono quelli che stanno ai livelli più alti.
Dividiamo i linguaggi di programmazione in ben 5 classi definite livelli. I livelli partono dal livello 0 (che indica il livello fisico della macchina, e in programmazione indica il livello del codice binario) al livello 4, dove troviamo i fogli elettronici che non sono dei veri linguaggi di programmazione ma hanno il pregio di poterci introdurre alla programmazione.
Entriamo ora nella descrizione dei livelli:
LIVELLO BASSO: è il livello della macchina. Per natura una macchina digitale importa i segnali in un sistema binario, ovvero usa solo le cifre 0 e 1; 0 sta per spento, 1 per acceso. Il codice binario è molto difficile da imparare e in pochi lo sanno.
LINGUAGGIO ASSEMBLER: questo linguaggio varia da macchina a macchina e da le istruzioni al microprocessore. È indispensabile utilizzare questo linguaggio per la progettazione dei sistemi operativi. Questo linguaggio si discosta dalla logica binaria avvicinandosi a quella umana, ma è ancora molto lontana dalla logica dell’uomo.
LINGUAGGIO AD ALTO LIVELLO: linguaggio che si discosta dalla logica assembler, e si avvicina molto alla logica umana, e si avvicina molto anche per sintassi, poiché molti comandi assomigliano alla nostra lingua parlata. Esempi di questi tipi di linguaggi sono: C e PASCAL.
LINGUAGGI AD ALTISSIMO LIVELLO: sono i linguaggi che sono molto molto lontani dalla logica della macchina avvicinandosi molto di più alla logica dell’utente. Molte volte le parole chiavi del linguaggio sono molto simili alla parlata di tutti i giorni. A questa categoria appartengono anche i linguaggi visuali; questi permettono una costruzione semplificata dell’interfaccia. A questa categoria di linguaggi appartiene il Visual Basic. Altri linguaggi come C++ è lo stesso orientato alla costruzione di interfacce, ma mediante codici sorgenti. Ci sono tuttavia dei programmi che semplificano questa cosa, rendendo il c++ creatore di interfacce.
FOGLI ELETTRONICI: non sono dei veri e propri linguaggi di programmazione, anzi, non lo sono per niente. Però se prima di iniziare con la programmazione ci dedicassimo qualche mese ai fogli elettronici vedremo che hanno molto in comune con i linguaggi veri e propri. In particolare questi programmi imparano a scrivere le istruzioni, in particolare quelle matematiche.
Chiudiamo questo articolo con il livello dei fogli elettronici. Se avete dubbi o consigli da dare commentate pure l’articolo. Nel prossimo capitolo parleremo del rapporto che esiste tra la macchina ed il software.
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